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Verniciatura esterna dei manicotti: quando l’innovazione parte dalla movimentazione fluidi

L’innovazione in ambito industriale è spesso frutto di integrazioni meccaniche ai processi produttivi in essere: un nastro di trasporto più efficiente, una cabina più performante, e così via. Tutti interventi legittimi e nella maggior parte dei casi utili, ma che offrono soluzioni circoscritte: in altre parole, il più delle volte si pensa a migliorare la singola lavorazione senza tenere conto di tutto il resto. Sta in questo la differenza abissale tra Movingfluid e gli altri. Non solo non perdiamo mai di vista il quadro complessivo, ma partiamo sempre da ciò che conosciamo meglio: la movimentazione dei fluidi.

Quando si tratta di verniciatura e coating, ogni ragionamento dei nostri tecnici ingegneri inizia dai liquidi, che determinano sia la resa finale sul prodotto, sia le necessità e le prestazioni di tutta la linea. L’esperienza acquisita nell’ambito della movimentazione di fluidi ci permette di offrire soluzioni migliorative per qualsiasi necessità, come successo di recente con un impianto di verniciatura esterna per manicotti.

Il punto di partenza: l’impianto per ArcelorMittal del 2010

È il 2010 e Movingfluid realizza un impianto industriale di verniciatura esterna di manicotti per ArcelorMittal, colosso del settore dell’acciaio. La soluzione, per i tempi, è piuttosto avanzata e sostiene una produzione di 470 mila pezzi all’anno. Il processo inizia con il carico manuale dei manicotti su un nastro trasportatore che porta i vari lotti alle stazioni di: 

  1. verniciatura a spruzzo, eseguita da pistole misto aria; 
  2. essiccazione in un forno a gas;
  3. verniciatura degli anelli in diversi colori a seconda della funzione del manicotto;
  4. oliatura interna per la protezione della vernice durante il trasporto; 
  5. marcatura a getto d’inchiostro con il codice identificativo del manicotto. 

Al termine della linea, un operatore si occupa dello scarico e prepara i pezzi per il confezionamento e la spedizione. Questo sistema, tuttora in uso, risponde alle richieste e ai requisiti operativi dell’azienda e si distingue per alcune note di merito. Tuttavia, quando si è trattato di replicarlo per un altro cliente, abbiamo apportato alcune soluzioni migliorative… ma andiamo con ordine.

Elementi distintivi (e margini di miglioramento)

Per rispettare i volumi produttivi previsti dall’azienda, tutto l’impianto è stato progettato e realizzato per lavorare in tempi molto rapidi, pari a un manicotto completo ogni 40/45 secondi (dall’ingresso in linea allo scarico). Oltre a questo, il sistema riesce a garantire il trattamento di pezzi di diverse dimensioni: un diametro che va da 2.⅜’’ a 13’’; una lunghezza variabile da 110 a 350 cm; un peso massimo di 60 kg.

Tra le criticità operative superate brillantemente dai nostri Sfigasolver, dobbiamo menzionare inoltre la precisione della verniciatura (gestita in più colori) e la pulizia di tutto il processo. Affinché il manicotto mantenga le sue caratteristiche funzionali, lo spessore del bordo non deve essere verniciato: un’operazione non semplice considerando la conformazione dell’oggetto e la tecnica di applicazione colore adoperata. Inoltre, per realizzare gli anelli di riconoscimento nel modo corretto, è necessario che le pistole di verniciatura siano in grado di cambiare colore e avviare automaticamente un ciclo di pulizia interno, per evitare di contaminare le tinte o otturare gli ugelli.

La linea creata e installata per ArcelorMittal rimane estremamente valida ed efficiente, per quanto occupi una superficie notevole dello stabilimento. Anche in questo caso, sono state adottate tutte le misure possibili per ridurre l’ingombro, ad esempio attraverso la disposizione dei rulli a serpentina. Ma oggi, con le tecnologie disponibili e le innovazioni portate avanti in anni di sfide, la nostra proposta sarebbe diversa, ancora più compatta e performante.  

La quadratura del cerchio: produttività assicurata in spazi dimezzati

Proprio in queste settimane, i nostri tecnici sono al lavoro su un progetto simile nelle premesse (la verniciatura dei manicotti) ma reso ancora più complicato da alcune esigenze specifiche. In questo caso infatti la sfiga è multipla: bisogna sostituire la linea attuale, interamente manuale, con un sistema capace di sostenere quantitativi produttivi serrati ma in spazi limitati.

Nello specifico, parliamo di circa 500.000 manicotti all’anno al ritmo di un manicotto ogni 40 secondi, per una gamma che varia dal 2.⅜’’ al 9.⅝”. A questo si aggiunge la necessità di garantire non solo uno spostamento dei fluidi ottimale e un’applicazione impeccabile, ma anche la possibilità di impiegare vernici diverse: monocomponente, bicomponente o UV. E, lo dicevamo all’inizio, è proprio dai fluidi che partiamo per trovare la migliore soluzione possibile a tutte le criticità: ecco cosa abbiamo progettato.

Dalla bomboletta spray a GIOTTO: la postazione rotante unica che combina tutte le funzioni insieme

Cosa fai se l’area destinata all’impianto di verniciatura è troppo piccola per ospitare una linea di produzione tradizionale? Cambi la tradizione: come Giotto – famoso per la sua O perfetta – ha rivoluzionato il corso della storia dell’arte, così la nostra GIOTTO risolve i problemi di spazio in modo tanto semplice quanto innovativo. Attualmente l’azienda esegue la verniciatura manualmente: la marcatura, ad esempio, avviene tramite stencil applicati dall’operatore che, munito di bomboletta spray, applica il colore. I tempi sono maturi per passare a un impianto automatico, ma lo spazio a disposizione è insufficiente per una disposizione lineare dei macchinari. Ergo: non bisogna disporli in linea!

GIOTTO concentra in un’unica postazione rotante tutte le lavorazioni in modo che ogni pezzo possa essere caricato e scaricato nello stesso punto e nella stessa posizione, senza occupare tutto lo spazio di un classico sistema industriale. Una soluzione già adottata con successo in altri settori (come l’automotive per la verniciatura dei dischi freno), che permette di gestire varie tipologie di vernice grazie a pistole monocomponente, bicomponente e UV; e di ridurre i tempi di produzione con la tecnologia di irraggiamento a infrarossi a onde corte del forno IR, che rende il processo ancora più preciso e scorrevole. Il tutto, con un ingombro minimo.  Ecco cosa intendiamo con “partire dalla movimentazione dei liquidi per risolvere il problema”: GIOTTO ottimizza infatti il trasferimento e l’applicazione della vernice, assicurando la massima qualità della finitura e la compatibilità con i requisiti spaziali.

Parola d’ordine: flessibilità

Gli standard produttivi dell’azienda sono assicurati dalla programmazione accurata del processo e dalla possibilità di personalizzare l’isola rotante per aumentare l’efficienza e la velocità. Qualora un domani fosse necessario accelerare verniciatura e cottura, è possibile aggiungere più pistole o aumentare la potenza o il numero di lampade IR: il sistema è flessibile e si presta a molteplici personalizzazioni. Rispetto al caso di ArcelorMittal, ad esempio, in questo progetto sono già previste alcune lavorazioni aggiuntive, per cui al momento GIOTTO dovrà essere allestito con diverse aree:

  1. riconoscimento automatico del manicotto tramite Data Matrix
  2. verniciatura
  3. asciugatura
  4. realizzazione degli anelli
  5. oliatura
  6. punzonatura
  7. sistema marcatura

Infine, anche la manutenzione è facilitata, dal momento che si tratta di un sistema concentrato in un unico punto, più agile da ispezionare e riparare. La versatilità e l’opportunità di modificare la configurazione della tavola a seconda dell’attività sono gli assi nella manica di questo sistema, nuovo per il settore e altamente performante: un’evoluzione di cui c’era bisogno.

Se anche per la tua azienda è tempo di evolvere, Movingfluid ha sempre la soluzione che stai cercando, anche se non esiste ancora:

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